Appuntamenti speciali di STSTN

"Scienziati, media e pubblico", 13 dicembre 2011, Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

I ricercatori e la comunicazione: i risultati di un’indagine internazionale condotta presso la Fondazione Bruno Kessler e presso la Fondazione Edmund Mach.

Seminario di MASSIMIANO BUCCHI, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, e BARBARA SARACINO (Università di Firenze), con la partecipazione di ANDREA SIMONI (Segretario Generale Fondazione Bruno Kessler) e ROBERTO VIOLA (Dirigente Centro Ricerca e Innovazione, Fondazione Mach)

Qual è l’atteggiamento dei ricercatori verso i media e verso il pubblico? Qual è la loro percezione del modo in cui i giornalisti trattano le questioni scientifiche? Come valutano le loro esperienze di rapporto con i media? Quale ruolo attribuiscono alla comunicazione pubblica della scienza e quanto sarebbero propensi ad impegnarsi personalmente?

A queste ed altre domande ha cercato di dare una risposta la ricerca condotta quest’anno da Scienza tecnologia e Società – STSTN. La ricerca, condotta per il Trentino su Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler, è inserita nell’ambito di un’indagine internazionale realizzata anche in Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Rassegna stampa

"Scienza e nuove generazioni", 24 novembre 2010, Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Presentazione dei risultati dell'indagine internazionale ROSE - Relevance Of Science Education sugli atteggiamenti degli studenti trentini nei confronti della scienze e delle carriere scientifiche.

Intervengono Arduino Salatin (direttore Iprase), Arianna Bazzanella (ricercatrice Iprase), Lorenzo Beltrame (Sum), Massimiano Bucchi (Facoltà di Sociologia) e Carlo Buzzi (delegato del Rettore per l’orientamento universitario).

ROSE – Relevance of Science Education è uno studio comparativo internazionale volto a mettere in luce gli orientamenti, le attitudini e le opinioni che influenzano l’apprendimento della scienza e della tecnologia negli studenti delle scuole superiori. L’indagine, avviata per la prima volta nel 2000 in Norvegia, grazie a Camilla Schreiner e Svein Sjøberg dell’Università di OSLO e al sostegno del Research Council norvegese, oggi viene svolta in 40 Paesi, coinvolgendo un ampio network di istituzioni scientifiche e studiosi. Presenti tra gli altri Germania, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Austria, Israele, Australia, Egitto e diversi Paesi africani e, dal 2008, anche l'Italia. STSTN, in collaborazione con IPRASE, ha condotto per la prima volta l'indagine su 806 studenti delle scuole superiori del Trentino.

Rassegna stampa

"Scienza Tecnologia e Guerra", 4 giugno 2009, aula Kessler di Sociologia

Semianrio di Lorenza Sebesta, Università di Bologna - Campus di Buenos Aires

Discussione con Renato mazzolini (Facoltà di Lettere) e Vincenzo Rutigliano (Facoltà di Sociologia)

Lorenza Sebesta, dottore di ricerca in Storia delle relazioni internazionali (Università di Firenze, 1987), è professore Jean Monnet ad personam presso l’Università di Bologna, sede di Buenos Aires. Si occupa di storia dell’integrazione europea, storia della tecnologia nel XX secolo e di studi di sicurezza. Fra i suoi scritti più recenti, Alleati competitivi. Origini e sviluppo della cooperazione spaziale fra Europa e Stati Uniti, 1957-1973, Laterza, Roma-Bari, 2003 e La terra vista dall’alto – Breve storia della militarizzazione dello spazio, Carocci, Roma, 2008.

Il regime internazionale che regola lo spazio, limitandone l’uso a fini pacifici, è fra i lasciti più significativi della guerra fredda. Il binomio guerra-spazio ha però una lunga storia, fatta di audaci proiezioni letterarie e di controverse estensioni della geopolitica terrestre. Lo spazio e molti degli strumenti che vi transitano hanno infatti un ruolo militare importante, che il mutare della natura dei conflitti rende sempre più cruciale. L’Unione europea, alla ricerca di un ruolo autonomo in campo spaziale, si trova ad intervenire in un settore dove tecnologia, politica, economia e fantasia si intrecciano in un delicato equilibrio, la cui integrità è chiamata a vegliare contro tutti i tentativi di militarizzazione aperta.

In apertura proiezione del video dello spettacolo teatrale "COPENHAGEN", di Michael Frayn con U. Orsini, G. Lojodice e M. Popolizio.

"Copenhagen" è un "processo privato a porte chiuse": i due protagonisti maschili, Niels Bohr e Werner Heisenberg, sono due delle più brillanti menti del XX° secolo. Lo spettacolo cerca di dare un senso all'incontro che nel settembre 1941 li vide faccia a faccia nella capitale danese, mentre attorno a loro infuriava la Seconda Guerra Mondiale. Ancora oggi, quando gli spiriti di Bohr, di Heisenberg e di Margarete, la moglie di Bohr, tornano a rivivere gli eventi cruciali di quella notte fatale, molti degli interrogativi di allora sembrano rimanere irrisolti, "indeterminati", come l'omonimo principio fisico che lo stesso Heisenberg enunciò per primo. Ma allora perchè Heisenberg, il fisico premio Nobel che diresse le ricerche tedesche per la bomba atomica, si recò a Copenhagen per incontrare il suo vecchio mentore, il fisico Niels Bohr, un ebreo danese, cittadino scomodo in una Copenhagen occupata dai nazisti?

Rassegna stampa e video del seminario (disponibile prossimamente)

"Cambiamenti del clima: Scienza e Società" 14 giugno 2007, giardini di Economia

Evento speciale in collaborazione con l'Opera Universitaria

Introdotto da Mario Diani, (Università degli Studi di Trento)

Proiezione del film "Una scomoda verità" (Davis Guggenheim, USA, 2006. Con Al Gore)

Rassegna stampa